Geografia
L'isola si presenta come un maestoso massicio calcareo a picco sul mare, di forma grossomodo rettangolare, lungo circa 6 km e largo 1 km; poggia su un substrato roccioso granitico che emerge chiaramente in alcune parti; raggiunge una quota massima di 565 metri s.l.m. e alle estremità presenta due capi più facilmente accessibili. Il capo sul lato ovest dell'isola (Spalmatore di Terra) è rivolto verso la Sardegna ed accoglie gli scarsi insediamenti civili sull'isola. Vi sono stati ricavati anche degli approdi per piccole imbarcazioni, che collegano l'isola con il porto di Porto San Paolo. Il capo sul lato est, rivolto verso il mar Tirreno, è costituito dalla Punta Timone, che divide due piccole baie (rispettivamente esposte a NW e SE). Ospita, oltre ad un faro di segnalazione marittima, una base militare NATO, gestita dalla Marina Militare Italiana, destinata alle telecomunicazioni terrestri a lunghissimo raggio e bassissima frequenza d'onda. Le relative tre antenne, alte più di duecento metri, sono facilmente visibili anche a distanza. L'isola è attraversata da una piccola strada militare, con ampi tratti in galleria, che collega la base militare ad un molo di approdo sul lato ovest dell'isola, utilizzato quando le condizioni meteomarine rendono difficile l'approdo nel porticciolo annesso alla base militare.
Storia
La presenza dell'uomo sull'isola è attestata con certezza dal neolitico medio e numerosi reperti sono stati rinvenuti presso la grotta del Papa. Nel paleolitico superiore Tavolara era collegata alla terraferma e all'isola di Molara ma in seguito all'innalzamento del livello del mare e alla continua erosione esercitata dal moto ondoso e dai fortissimi venti si separò, prima dalla terraferma e solo diecimila anni fa dalla vicina isola. Durante il Medioevo si sa poco dell'isola che quasi sicuramente non fu abitata stabilmente ma utilizzata come difesa militare, visti i numerosi forti presenti. Pare che poco dopo l'anno 1000 sull'isola si sia insediata una colonia di pirati. Ancora nel '700, il naturalista Francesco Cetti scriveva che spesso sull'isola erano presenti i corsari. Dopo l'arrivo dei coloni genovesi, alla fine del Settecento, la popolazione dell'isola crebbe fino ad un massimo di una sessantina di abitanti, in gran parte grazie all'arrivo di pescatori ponzesi in cerca di aragoste, per poi essere abbandonata definitivamente agli inizi degli anni sessanta.
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